“Affetti personali. Storie di donne e di moda”, a Torino un mostra racconta settant’anni di costume

Ci sono le scarpe che Ava Gardner – moderna Cenerentola – si sfilò con un coup-de-théâtre nel celebre film di Joseph L. Mankiewicz, “La Contessa scalza”. Era il 1954, la firma sui sandali quella di Bartolomeo Cavallera. Poi, le calzature di raso di Beltrami – anno 1923 – e quelle “gioiello” del fantasista Aldo Sacchetti: scarpe fatte solo di suola, tacco alto e calza da reggere con la giarrettiera.
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Dal 5 dicembre al 18 gennaio 2015, nelle sale di Palazzo Madama a Torino, il costume italiano tra il 1920 e il 1990 si svela con un’incursione nel guardaroba delle donne dell’epoca.
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“Affetti personali. Storie di donne e di moda” mette in mostra più di cento oggetti, tra abiti, guanti e lingerie, “trafugati” dagli armadi di quarantacinque dame piemontesi, che per abbigliarsi si affidavano alle sapienti mani dei couturier.
Se da un lato la collezione offre uno spaccato di storia della moda ¬– raccontata attraverso le proporzioni degli abiti, la fortuna di nuovi materiali come il nylon e la predilezione per alcuni colori piuttosto che altri – dall’altro rende conto della vivacità imprenditoriale dell’epoca. Nel fiorire delle sartorie torinesi (ma anche genovesi e milanesi) si legge in controluce il disegno mussoliniano di un’Italia autarchica, sempre più indipendente dalle altre Nazioni.

Nel Ventennio fascista, infatti, Torino si afferma come capitale della moda e costruisce la propria identità prendendo le distanze dalla vicina Parigi. Principio ispiratore resta quello dell’autosufficienza: al cotone e alla juta, di importazione, si preferiscono la canapa e il rayon, derivato dalla cellulosa e di produzione nazionale.
Sono nati così i modelli italiani che, dal 1936, sono registrati e ricevono un marchio di garanzia. Alcuni rivivono oggi a Palazzo Madama, serbando il ricordo di un incontro importante o di un’occasione felice.

Palazzo Madama– Museo Civico d’Arte Antica
piazza Castello, Torino
orari: martedì – sabato 10.00 – 18.00 domenica 10.00 – 19.00
la biglietteria chiude un’ora prima chiuso il lunedì
ingresso museo: intero € 10, ridotto € 8.

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