“Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un grande scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo…”

La Grammatica della fantasia è uno stimolo per i genitori, è una proposta da mettere accanto a tutte le altre che tendono ad arricchire di stimoli l’ambiente in cui il bambino cresce.
Ogni costruzione della nostra mente è possibile a partire dalla nostra esperienza passata e quanto più questa è stata ricca di stimoli, tanto più feconda sarà la nostra capacità presente di immaginare per produrre qualche cosa di nuovo.
L’immaginazione del bambino, stimolata ad inventare parole, applicherà i suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo.
Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla fantasia, alla musica, all’impegno politico: insomma all’uomo intero e non solo al fantasticatore.
Partendo dalle parole o dalle lettere che compongono le parole stesse, Rodari suggerisce 42 giochi attraverso immagini, nonsense, indovinelli, favole; passa dalla modernizzazione di vecchie favole come il Pifferaio Magico o Cenerentola, dal gioco delle “carte di Propp” all’uso delle marionette, dall’uso del prefisso arbitrario a quello dell’errore creativo.
Ogni gioco ha un forte valore simbolico che apre ad un mondo di possibilità creative, sia per il bambino che per l’adulto che gioca con lui, semplicemente mettendo in moto la propria fantasia.
Gran parte del libro si basa su un “binomio fantastico”, l’accostamento di due parole “distanti” tra loro per significato, accostate in modo insolito, in modo da creare un’ipotesi fantastica.
La parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, scoprendo nuove capacità di significato. Esempio ” Che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni….”; “Se un cocodrillo bussasse alla vostra porta per chiedervi un pò di rosmarino…”.
Attraverso questi giochi il bambino apprende che le fiabe non sono intoccabili, può giocare con esse, può smontarle e ricrearle.
Tutto questo gli insegna ad impossessarsi del patrimonio culturale che gli viene offerto attraverso linguaggi e codici diversi, affinchè possa rielaborarlo nella prospettiva di apportare un contributo personale e creativo.

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